
Scarpe da pioggia.
Spray impermeabilizzante.
Una casa impestata.
Ho appena realizzato che con Dropbox si possono arrivare ad avere fino a 5Gb di spazio online.
Fino a due secondi fa credevo che il massimo fosse 3GB.
A che serve? Per mantenere sincronizzati dei file tra più computer, per avere una copia di backup online, e con le cartelle condivise si ha un facile modo per poter condividere file con qualcuno (anche di grosse dimensioni – che so, una puntata di un telefilm)
Per chi, incuriosito, lo volesse installare, può usare questo link (che dà diritto ad avere altri 250MB oltre ai 2GB di partenza, sempre gratis)
https://www.dropbox.com/referrals/NTM2NjQ0Njk
p.s.: è multipiattaforma, quindi gira su windows, mac, linux, oltre che su iphone/ipod
… il software della nikon (bravi, rialsciate anche la nuova versione compatibile con OsX 10.5.8, che tanto snow leopard può anche aspettare)
… il software di gestione dello scanner canon lide 20 (ma qui è inutile sperare)
…gnubg (anche qui, vana speranza. ma per quello che ci gioco ne potrei benissimo fare a meno – tanto poi vince sempre lui)
… che facciano uscire il nuovo aggiornamento di sistema (così, giusto per stare un po’ più tranquillo)
«Ho ancora fiducia nell’esistenza di magistrati seri che pronunciano sentenze serie, basate sui fatti. Se ci fosse una condanna in processi come questi, saremmo di fronte a un tale sovvertimento della verità che a maggior ragione sentirei il dovere di resistere al mio posto per difendere la democrazia e lo stato di diritto»
(da corriere.it)
e che ci vuole per mandarlo via, la bomba atomica!
…alla fine di tutto il casino universitario non posso dire che mi sia andata male, anche se un 6 tondo tondo non è quello che ci si aspetta.
Però il 6 non è sempre una cosa brutta
Ci sono dei momenti nella vita di un uomo in cui questi ha la necessità di acquistare un vestito serio, di quelli con giacca, pantaloni che non siano jeans o dal taglio sportivo, in cui ci sia la necessità di prendere anche un paio di scarpe che non siano da ginnastica o sandali, e in cui si debba confrontare con la sua inettitudine nell’annodare un colorato pezzo di stoffa intorno al collo, in maniera da non soffocare e da sembrare anche una persona seria (e per quanto possibile, competente). Leggi il seguito di questo post »
Come ogni anno cominciamo la solita tarantella con quelli di Metronapoli. Negli anni passati, puntuali come le tasse, quelli di Metronapoli decidono, senza nessuna spiegazione, di chiudere le seconde uscite di alcune stazioni della metropolitana collinare (Salvator rosa, Montedonzelli, Rione Alto…), arrecando non pochi disagi agli abitanti della zona e facendo anche incazzare un bel po’ quelli, come me, che hanno sottoscritto un abbonamento annuale, per un servizio che annuale non è. Leggi il seguito di questo post »
Questo ultimo libro di Zafón è in realtà stato scritto prima de “L’ombra del vento”, romanzo che ha avuto tanto successo qualche anno fa.
Il libro è uscito da poco, dopo un lungo iter editoriale, così si legge nell’introduzione dell’autore, che lo ha portato ad una pubblicazione ufficiale solo in quest’ultimo periodo.
L’ambientazione è quella solita di Barcellona, un po’ mistica, un po’ surreale, e si percepisce chiaramente come l’autore sia innamorato della città.
Ma passando a cosa più concrete, è un libro che per quanto mi riguarda si è lasciato divorare in meno di una giornata, e il pensiero di lasciarlo la sera senza averlo finito, mi ha spinto a continuare la lettura fino alla fine. La trama è molto fantastica, e diversamente da “L’ombra del vento”, non parla di libri; con questo ha molto in comune, se non dal punto di vista della storia, che per certi versi mi ricorda “L’uomo della sabbia” di E.T.A. Hoffmann, dal punto di vista della struttura stessa della narrazione, che molto richiamava l’altro romanzo (ma dopotutto, l’autore è lo stesso).
Tutto sommato un bel libro, che si lascia leggere tutto d’un fiato, e che tiene il lettore sospeso “quasi” fino alla fine, se ci si riesce ad abbandanare al ritmo della narrazione e ci si lascia trascinare dalle parole dell’autore.
Accattatevill’!
nei grandi monitor delle stazioni della metro batte un cuore col pinguino…
