Il natale è passato, ma mi pareva doveroso mostrare un presepe che ho visto di recente, ispirato al mondo arabo.Mia zia è stata di recente in Egitto, la cosa è diventata anche un tormentone da cui difficilmente riusciremo a liberarci, e il presepe è il frutto della sua “fissa” del momento. Per l’anno prossimo sta già progettando “grandi cose”, tremo al solo pensiero.
Archivio per Dicembre, 2007
Contrattazioni
Andare da un senatore, promettergli del denaro per votare contro il suo schieramento. Non è corruzione, è solo contrattazione, come si addice al libero mercato; e se qualcuno, tipo un magistrato, si permette di interrogare persone informate dei fatti, si chiama intimidazione. Certo, come no!
oggi su repubblica
Il nano non sta con le mani in mano
Dopo un paio di giorni dall’esplosione del caso di corruzione perpetrato dal Nano infame, si ritorna a parlare della cosa in termini di cosa è giusto e cosa non lo è, e il nano ha ben pensato di rivolgersi a chi di giustizia ne capisce qualcosa: Mastella!
Non so se ridere o piangere…
Ne ho piene le *decorazioni di natale che si appendono*
A me il natale non piace (notare la minuscola). Mi sta ampiamente sulle palle; la frenesia che c’è in questi giorni si traduce in strade affollate, negozi intasati, addobbi rossi che definire pacchiani è dire poco, e poi l’ipocrisia dei regali. E’ bello fare i regali a chi si vuole bene (lo so, mi sto addentrando in un discorso banale come pochi) ma perché devo farlo ora? Se voglio fare un regalo lo faccio quando dico io e soprattutto non c’è bisogno di una ricorrenza particolare. L’ipocrisia è che si arriva a fare dei regali anche a persone che ci stanno anche un po’ sulle palle, “mi fa un regalo, pare scortese non ricambiare”. E poi il pranzo di natale e quello della vigilia, che solo per smaltirli serve una settimana, in tempo per ricominciare con il cenone di capodanno. Tutto questo per dire che ho scoperto in rete che non sono solo (“e non ci vuole molto a scoprirlo, genio!”), però loro a differenza di me si sono organizzati.
Efficienza e professionalità
Il personale amministrativo dell’università, si sa, è una razza a parte. Quello delle biblioteche è ancora più a parte. Le informazioni ti vengono date biascicando o in puteolano stretto, e se non capisci passi per deficiente, quello che andava bene la volta prima non va bene la volta dopo, quello che si può fare in sala periodici non si può fare a filologia moderna, la tessera per le fotocopie la compri al secondo piano, ma quando si stufano decidono che si può comprare solo in sala prestiti, la fotocopiatrice è come l’ara d’oro che va onorata e santificata (e a stento ci sanno cambiare la carta dentro), la cortesia è un optional, quindi per risparmiare si elimina; il catalogo informatizzato a volte va, a volte la pagina di internet exploder manco si apre (ed è una rete interna!) e, ciliegina sulla torta, a volte arrivi e ti dicono “è in prestito da due anni” “DUE ANNI???” e non si mettono manco vergogna di perdersi i libri, o meglio di prestarli ai docenti che poi col cazzo che li restituiscono.
Se non si è capito, la mattina l’ho passata tra le biblioteche della facoltà.
Come Al Capone
Hanno indagato Silvio “nano malefico” Berlusconi per corruzione, e le intercettazioni sono molto esplicite. Se fossimo in un mondo ideale, farebbe la fine di Al Capone (in galera!).
Ma non lo siamo…
Le nuove frontiere del social (networking)
Ormai il web 2.0 (e chi sa cosa significa bene, chi non lo sa, come me, si attacca) è diventato tutto un Facebook, Twitter e chi più ne ha più ne metta. Ormai siamo tutti amici, ti aggiungo alla mia lista contatti, ti metto tra i link etc. E se mi stai sul cazzo che faccio? Ignorarti andrebbe bene, ma non sarebbe altrettanto appagante quanto dirti in faccia e senza mezzi termini “vaffanculo!”. E se invece del solito “volemose bene” “ho tanti amici online” si pensasse a gestire una lista di persone da fanculizzare (idea sicuramente molto più stimolante, almeno da un punto di vista dialettico)?
M. (grazie per il link) mi segnala questo articolo che parla della cosa. Spero che non diventi la solita minchiata da web 2.0.
Una mano in più non guasta mai
Che l’università fosse a corto di risorse si sapeva, con tutti i soldi che si sperperano non poteva succedere che ci fossero sempre le risorse da destinare agli studenti. Ma poi ogni tanto succedono quelle cose che ti fanno ricredere, quei lampi di genio che riscattano tutta un’esistenza (la loro ovviamente). Leggi il seguito di questo post »
