…alla fine di tutto il casino universitario non posso dire che mi sia andata male, anche se un 6 tondo tondo non è quello che ci si aspetta.
Però il 6 non è sempre una cosa brutta
…alla fine di tutto il casino universitario non posso dire che mi sia andata male, anche se un 6 tondo tondo non è quello che ci si aspetta.
Però il 6 non è sempre una cosa brutta
Ci sono dei momenti nella vita di un uomo in cui questi ha la necessità di acquistare un vestito serio, di quelli con giacca, pantaloni che non siano jeans o dal taglio sportivo, in cui ci sia la necessità di prendere anche un paio di scarpe che non siano da ginnastica o sandali, e in cui si debba confrontare con la sua inettitudine nell’annodare un colorato pezzo di stoffa intorno al collo, in maniera da non soffocare e da sembrare anche una persona seria (e per quanto possibile, competente). Leggi il seguito di questo post »
All’esame di spagnolo, prima di fare il dettato, la prof spiega
… e i numeri poi vanno scritti per esteso, con lettere, mi raccomando… bla bla bla bla bla…
comincia il dettato…
prof: “Titolo: 1992, el año de España”
e TUTTI scriviamo l’anno a lettere, come lei aveva appena detto
- prof: “Ma ragazzi! ma siete impazziti? ma non si è mai visto che uno scrive gli anni a lettere. ma voi negli articoli di giornale o nei libri vedete che le date sono scritte a lettere?”
- una ragazza timidamente: “ma lei aveva appena detto che…”
- voce di fianco a me: “lascia stare, è inutile…”
Non voglio cantar vittoria troppo presto, ma almeno l’ultimo capitolo della tesi l’ho mandato. Resta da vedere che revisioni ci saranno da fare, ma sostanzialmente, a meno che io non abbia scritto delle boiate clamorose, dovrebbe essere roba di poco conto.
Ora che l’ho finita, quasi, posso dire senza ombra di dubbio che lavorare con Latex è quanto di meglio mi potesse capitare per scrivere la tesi:
quello che manca adesso è solo un bel template per l’intestazione (e un bel logo dell’università, eventualmente) e sono veramente a posto
Dopo la debacle subita dal drago venerdì scorso, che pure ha avuto le sue vittime sacrificali prima di ritirarsi nel suo antro oscuro e puzzolente, mi ritrovo senza uno scopo. Dopo aver avuto questo peso sul groppone da marzo, dopo innumerevoli scontri pieni di sangue, bestemmie, e molti vaffanculo, ora che tutto è finito mi sento come se mi avessero privato di qualcosa. I miei piani criminosi per andare notte tempo ad infilare uno stuzzicadenti dentro il citofono di quell’essere abominevole, e poi bloccarlo con dell’attack, sono stati per il momento accantonati, anche se in effetti, ora proprio potrei agire senza destare sospetti, visto che il movente è venuto a mancare (rendendomi così un non-sospettato), ma il senso di vendetta è piano piano venuto meno durante il fine settimana, per cui penso che lascerò che ancora per un po’ dorma sonni tranquilli (anche se le faranno compagnia le bestemmie di tutti quelli con cui a che fare).
Non mi resta che dedicarmi allo spagnolo e al grande capolavoro (la tesi)…
“cazzo!” pensò lo sventurato, che arrivato in facoltà si era dimenticato di prendere la collocazione del libro che gli serviva. “Poco male, andrò al catalogo…” si disse mentre si dirigeva verso la scala D.
“Cazzo!” (di nuovo) fu l’unica cosa che la sua mente riuscì a partorire guardando la porta chiusa con l’insegna “il catalogo è chiuso perché stiamo spostando la biblioteca”.
Un lampo gli attraversò l’unico neurone che era sopravvisuto a tanti anni di inutilizzo del cervello “ma la biblioteca ci sarà, non l’hanno mica ancora spostata…”, ma, mentre si avviava su per la rampa di scale che lo separava della biblioteca di filologia moderna, sentiva sempre di più la speranza affievolirsi.
“Dal giorno 02/10/2008 la biblioteca sarà chiusa perché la stiamo spostando da un’altra parte” diceva l’avviso sulla porta.
In preda al panico cominciò a girare per la facoltà, per i dipartimenti, come un indemoniato, ma a nulla valsero i suoi patetici tentativi.
“puckys” le disse una volta a casa “mi hanno chiuso la biblioteca, anche filologia moderna, il catalogo, tutto! li stanno spostando, chissà quando finiranno. e io come faccio con i libri della tesi?”
“ti fotti…”
Finalmente mi sono deciso a mettere mano realmente alla tesi, il che comporta una scelta non da poco: come la scrivo? Sono sempre stato un fermo sostenitore di latex per la produzione di documenti, ma ora che mi trovo a doverlo seriamente usare mi sono venuti i dubbi. Non è che mi impelago in qualcosa da cui non riuscirò ad uscire e mi complico solo la vita, quando potrei fare la stessa cosa con un editor WYSIWYG? Leggi il seguito di questo post »
All’esame di letteratura inglese…
“Cominciamo con la domanda di riscaldamento: quando è stato scritto Dr. Jeckyl e Mr. Hyde?”
“(ma ti pare che non la so?) 1886!” Leggi il seguito di questo post »
Quasi alle battute finali del mio lavoro di tesi sto avendo strani e insospettati risultati. Ma facciamo un passo indietro e vediamo un attimo di che si tratta: l’idea alla base di tutto, l’idea che ho avuto per darmi la zappa sui piedi da solo, è quella di verificare con una serie di interviste se è possibile acquisire, o meglio migliorare, la propria seconda lingua (in gergo L2) solo con l’ausilio di media (televisione, internet e quant’altro; nessun corso o apprendimento sistematico). Leggi il seguito di questo post »